CarissimӘ,
al precedente tavolo di apertura presso il dipartimento della Funzione Pubblica avevamo posto una domanda precisa, che era anche un avvertimento politico: questo sarà un contratto vero o l’armonizzazione diventerà la gabbia in cui cancellare l’unicità e la specificità dei Vigili del Fuoco?
L’incontro del 23 settembre ha fornito la risposta che temevamo: non ci spetta un solo centesimo in più rispetto alle forze di polizia e poco importa se noi Vigili del Fuoco siamo in prima linea contro le calamità naturali e i cambiamenti climatici.
Abbiamo denunciato senza mezzi termini una palese e inaccettabile mortificazione del concetto normativo di specificità. Chi rischia quotidianamente la vita, chi come noi deve garantire elevati standard psico-fisici e affrontare impieghi in attività altamente usuranti, si vede offrire 180 euro medi lordi, a fronte di altre categorie del pubblico impiego, al di fuori della legge sulla specificità che ne percepiranno ben 240.
La UIL FP VVF lo ha ribadito con fermezza. Le risorse finanziarie ci sono, ma si è scelta una precisa linea politica che penalizza e svilisce le donne e gli uomini del Corpo Nazionale.
I recenti rialzi dei tassi da parte della BCE confermano ciò che la UIL FP VVF sostiene e documenta da tempo, l’inflazione non è una parentesi congiunturale. Con la lungimiranza che ci distingue, già a marzo avevamo formalizzato al Presidente del Consiglio e ai Ministri competenti una richiesta netta, ovvero l’inserimento nel contratto di una Clausola di Salvaguardia Inflattiva, indispensabile per blindare il potere d’acquisto dei nostri stipendi.
Sul fronte della previdenza dedicata, l’appostamento dei 90 milioni di euro, per quanto ancora esiguo, deve essere immediatamente tradotto nella rapida apertura di un tavolo negoziale, perché chi va in pensione subisce sempre più le penalizzazioni sull’assegno di pensione, soprattutto a causa dei coefficienti di trasformazione inadeguati.
Contestualmente, abbiamo preteso un impegno vincolante per una fiscalità dedicata. I Vigili del Fuoco non accumulano ore di straordinario per scelta, ma per inderogabile necessità di soccorso pubblico (dalle emergenze sismiche agli incendi boschivi, passando per le croniche e drammatiche carenze d’organico per finire al dover fronteggiare i cambiamenti climatici). È immorale che questi sacrifici vengano divorati dal Fiscal Drag e dalla pressione fiscale locale.
Abbiamo fatto valere il consolidato orientamento della Giustizia Amministrativa, ottenuto grazie alle storiche battaglie legali promosse dalla UIL FP. Il nuovo contratto deve recepire integralmente il principio vincolante secondo cui le indennità vanno riconosciute e liquidate anche nei periodi di congedo ordinario.
Gli oltre 10 milioni di euro derivanti dal riordino non dovranno in alcun modo essere “annegati” o dispersi in maniera generica nel Fondo di Amministrazione, ma pretendiamo che vengano destinati a una nuova indennità fissa e ricorrente, a parziale e doveroso ristoro del personale penalizzato dal recente riordino.
È stata inoltre accolta la nostra richiesta, avanzata nel precedente incontro, di velocizzare, anticipandola quanto più possibile, l’erogazione delle risorse infatti, contrariamente alla precedente tornata, si partirà con un incremento del 3,6% già dal 2026.
Positiva anche la destinazione del 98% delle risorse complessive sul trattamento economico fisso, garantendo così la massima ricaduta positiva sul montante contributivo e sul futuro assegno pensionistico.
La specificità non può essere un contenitore vuoto da dimenticare quando si devono aprire i cordoni della borsa. Difenderemo il principio di unicità delle funzioni e del ruolo del Corpo Nazionale.
2026.09.24 resoconto secondo incontro in Funzione Pubblica per il rinnovo del contratto 2025-2027