RESOCONTO RIUNIONE MOBILITA’

In apertura di riunione abbiamo ricordato l’invio di una nota richiedente l’apertura di un tavolo negoziale per l’applicazione dell’accordo sulle leggi speciali, sul quale già ci siamo espressi in maniera contraria rispetto alla posizione assunta unilateralmente dall’Amministrazione, chiedendo una risposta in merito.

Tanto premesso abbiamo chiesto un chiarimento sulla tabella dei posti messi in disponibilità, l’Amministrazione deve chiarire che tipo di ragionamento ha fatto, perché ci sono evidenti implicazioni con quanto già espresso sulle leggi speciali, in particolare se non ha applicato l’accordo e quindi se la tabella tiene conto anche dei trasferimenti delle leggi speciali.

L’Amministrazione deve spiegare come valuta le tre diverse leggi perché sono tre differenti enunciati, che tengono conto dell’ambito territoriale regionale, della disponibilità dei posti, della vicinanza per lo svolgimento del mandato politico, tre situazioni completamente diverse.

Non rispettare l’Accordo è una posizione che riteniamo illegittima, unilaterale e antisindacale che avrà le sue importanti ripercussioni, abbiamo sollecitato l’amministrazione a rispondere  alla richiesta di apertura del tavolo negoziale.

Abbiamo comunque ribadito che le leggi speciali sono trasferimenti temporanei e l’Amministrazione non può considerarli giuridicamente definitivi a priori, perché in tal caso vorremmo comprendere come sono stati eventualmente considerati giuridicamente nelle sedi di uscita e qualora considerati nel conteggio dell’esubero, le tabelle devono essere revisionate.

Abbiamo evidenziato come si è già minato il baluardo dell’anzianità di ruolo per non meglio chiarite esigenze, ovviamente a danno dei più meritevoli, la paternità va ascritta a chi l’ha preceduta, ma purtroppo va ricordato che è stato sensibilizzato dai vertici del Corpo che addirittura di anni ne chiedevano cinque. La UIL PA VVF ritiene che anche due anni siano troppi per chi sostiene spese non indifferenti e che invece di essere premiato, perché meglio collocato in graduatoria, subisce la beffa di essere superato da chi è meno anziano, e sopravanzati da leggi speciali e poi parità di fattori, anche da colleghi entrati successivamente. Noi riteniamo che i diritti ordinari devono essere salvaguardati.

In alcune realtà ci sono nuove sedi decretate che hanno bisogno di personale, citiamo a mero titolo d’esempio Norcia, Giugliano, S. Giovanni Rotondo, Monasterace. Sono state prese in considerazione?

Abbiamo ricordato che con storiche iniziative, attraverso delle circolari emanate, i nuclei NBCR ormai in pianta stabile con circa 32 unità quasi in ogni regione, sottraggono personale dalla quotidiana attività operativa ordinaria, oppure ancora che per l’atavica carenza di personale autista il personale con qualifica di Capo Squadra viene impiegato al loro posto con evidente demansionamento, per non parlare poi di quelle realtà dove insistono i poli di formazione nazionale e dove alcune unità vengono utilizzate quasi in pianta stabile come istruttori professionali.

Altre sottrazioni di personale ai comandi avvengono con le missioni continuative che superano quelle che sono le ordinarie procedure di mobilità, di cui l’amministrazione ne fa largo uso, per non parlare del personale operativo utilizzato in funzioni tecnico professionali per le carenze che l’amministrazione ancora non sana.

Sicuramente a macchia di leopardo e questo certamente non dipende né da noi né tanto meno dall’Amministrazione, ma solo dai medici delle C.M.O., con riferimento al fenomeno degli art. 234, che ha certamente la sua incidenza e rilevanza.

Altro esempio concreto che abbiamo rappresentato è il diniego di un art. 42 bis recentissimo verso il comando di Roma, giustificato con la carenza di posti, però in mobilità viene riportata una disponibilità. Abbiamo dunque chiesto, anche in questo caso, come sta ragionando l’Amministrazione.

In sintesi, le tabelle pubblicate a nostro parere devono saper riflettere una valutazione complessiva e non limitarsi ad un mero servizio burocratico senza tener conto delle ricadute negative che ci possono essere sull’operatività dei comandi e dei carichi di lavoro supportati da un estremo sacrificio da parte di tanti lavoratori di diverse realtà territoriali.

In definitiva considerato che l’accordo promana da sessione negoziale che ha visto il coinvolgimento del Sottosegretario di Stato e lo stesso Dipartimento della Funzione Pubblica, che si è espresso in termini di carattere generale e a titolo di contributo lasciando al Dipartimento dei Vigili del Fuoco l’individuazione degli strumenti idonei per rendere la disciplina contrattuale aderente al dettato normativo, anche perché’ la determinazione non promana dallo stesso soggetto  gerarchico  firmatario, abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo negoziale per adeguare l’accordo e intanto di modificare le disponibilità dei posti   dell’ultima mobilità di vigili senza che tenga conto delle leggi speciali.

L’Amministrazione, ha raccolto le varie richieste di criticità e si è impegnata ad inviarci sia la tabella giuridica sia quella comprensiva delle leggi speciali entro l’inizio della prossima settimana, affermando che anche nelle vecchie disponibilità dei posti in mobilità sono state ricomprese le sedi definite dalla legge Salvini ove prevedeva il potenziamento d’organico.

L’attuale Direttore Centrale per l’Emergenza nonché’ futuro Capo del Corpo Guido Parisi si è impegnato a delucidare il Capo Dipartimento delle varie problematiche emerse al tavolo per farsi carico di un incontro politico per rinegoziare l’accordo, chiesto da noi ed altre OO.SS..

 

A seguito della riunione sulle mobilità si è tenuta una riunione relativamente all’espletamento dei servizi esterni a pagamento. L’Amministrazione ha deciso che i colleghi che intendono partecipare a tali servizi dovranno fornire ai comandi un’autocertificazione dell’avvenuta vaccinazione, o del green pass o del tampone. a tale scopo abbiamo chiesto all’Aministrazione di dare indicazioni ai vari comandi di stipulare convenzioni affinché i tamponi possano essere gratuiti, fermo restando che rispettiamo la volontà di vaccinarsi o meno.

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