#OBIETTIVOSALUTE. LA CAMPAGNA UIL FP VVF PER LA TUTELA DELLA SALUTE

salute

Roma, 18 maggio 2026 – Salute – La Segreteria Nazionale della UIL FP Vigili del Fuoco, ha lanciato oggi a livello nazionale la campagna “#OBIETTIVOSALUTE. L’iniziativa nasce per rivendicare l’adozione immediata di tutele concrete e protocolli di sicurezza straordinari a tutela dei Vigili del Fuoco a seguito della classificazione da parte dello IARC dell’esposizione professionale dei Vigili del Fuoco nel “Gruppo 1”, ovvero come «cancerogeno per l’uomo».

 

Oltre i PFAS: la minaccia invisibile delle nanoparticelle

La UIL sottolinea come sia sacrosanto pretendere l’eliminazione dei PFAS, ma vi è la necessità di superare il dibattito parziale focalizzato esclusivamente su queste sostanze; il vero rischio  è rappresentato dal carico tossico complessivo accumulato durante la carriera. Negli incendi moderni (civili, industriali o automobilistici e persino di vegetazione) bruciano plastiche, resine, poliuretani, RAEE, pesticidi. Una vera e propria fabbrica chimica che produce gas tossici sostanze cancerogene che si depositano sulla pelle e vengono assorbiti anche attraverso la pelle.

La minaccia più letale è costituita dalle nanoparticelle da combustione mille volte più piccole di un capello. Queste particelle microscopiche si depositano sui Dispositivi di Protezione Individuale e sono in grado di resistere ai lavaggi. Una volta inalate, superano la barriera polmonare penetrando direttamente nel flusso sanguigno e, agendo come un “Cavallo di Troia”, trasportano i composti chimici tossici all’interno di organi vitali quali cuore, fegato, cervello e sistema linfatico , inducendo stress ossidativo e infiammazioni croniche che si manifestano sotto forma di patologie oncologiche e cardiovascolari anche a distanza di decenni.

A fronte della massima certezza scientifica espressa dallo IARC, la campagna #OBIETTIVOSALUTE delinea una piattaforma programmatica chiara volta a ottenere:

  • Aggiornamento del DVR: integrazione immediata del Documento di Valutazione dei Rischi con la classificazione IARC Gruppo 1 e l’adozione delle misure previste dall’art. 236 del D.Lgs. 81/2008.

  • Protocolli di decontaminazione: introduzione di procedure operative obbligatorie e uniformi sul territorio nazionale, supportate dall’installazione di strutture fisse di decontaminazione nelle sedi di servizio.

  • Registro delle Esposizioni: istituzione e aggiornamento continuo della storia espositiva individuale di tutto il personale operativo.

  • Sorveglianza sanitaria mirata: piani di screening oncologico specifici differenziati per mansione e anzianità, estesi anche al personale in quiescenza a causa dei lunghi tempi di latenza delle neoplasie professionali.

  • Tutele previdenziali e risarcitorie: riconoscimento automatico della Causa di Servizio per patologie oncologiche e cardiocircolatorie, accesso al pensionamento anticipato con adeguamento dei coefficienti di trasformazione pensionistici, introduzione di un’indennità di rischio da contaminazione e creazione di un fondo di tutela sanitaria integrativa per il personale malato e le famiglie dei deceduti.

 

Leggi il documento completo scaricandolo da questo link: 2026.05.18 OLTRE I PSAF. IL FUMO CHE NON SI VEDE È QUELLO CHE UCCIDE

In sintesi: cosa cambia per te?

La campagna salute mira a trasformare radicalmente la tutela della tua salute sul posto di lavoro attraverso interventi pratici:

  • Per il diritto a protocolli di decontaminazione obbligatori e strutture fisse in ogni sede per non portare il veleno a casa.

  • Perché la tua storia delle esposizioni  venga tracciata in un apposito Registro delle Esposizioni per proteggerti legalmente e dal punto di vista medico e della salute.

  • Per inserirti in programmi di sorveglianza sanitaria oncologica mirata, un diritto che ti seguirà anche quando sarai in pensione.

  • In caso di patologie oncologiche o cardiocircolatorie, per ottenere il riconoscimento automatico della Causa di Servizio, insieme a tutele previdenziali per il pensionamento anticipato e a un’indennità di rischio specifica.

     

FAQ – Domande Frequenti per i Lavoratori

1. Se i test sui PFAS dell’Università di Bologna sono rassicuranti, perché la UIL continua a dare l’allarme? Perché i PFAS sono solo un capitolo del problema, mentre i fumi e le nanoparticelle tossiche costituiscono l’intero libro. Lo studio sui 400 colleghi dell’Emilia-Romagna mostra livelli di PFAS in linea con la popolazione generale , ma non tiene conto del “carico tossico complessivo” formato da gas cancerogeni e nanoparticelle inferiori a 100 nanometri che respiriamo e assorbiamo dalla pelle a ogni intervento.

2. Cosa comporta concretamente la classificazione IARC nel “Gruppo 1”? Rappresenta il massimo livello di certezza scientifica: l’esposizione professionale del Vigile del Fuoco è ufficialmente riconosciuta come causa diretta di cancro. Questo  presupposto scientifico impone all’Amministrazione l’obbligo di aggiornare immediatamente il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) in base all’art. 236 del D.Lgs. 81/2008 per applicare drastiche misure di riduzione del rischio.

3. Sono un Vigile del Fuoco prossimo alla pensione (o già in quiescenza), la campagna tutela anche me? Assolutamente sì. Le patologie oncologiche professionali hanno tempi di latenza molto lunghi e possono manifestarsi anche a distanza di 30-40 anni dall’esposizione. Tra i punti cardine di #OBIETTIVOSALUTE c’è l’estensione della sorveglianza sanitaria specifica e gratuita per tutto il personale in quiescenza , oltre alla creazione di un fondo dedicato alla tutela sanitaria integrativa per i dipendenti affetti da patologie e per i loro familiari superstiti.