Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro. Sui Vigili del Fuoco il fallimento dell’Italia

Italia

Italia bocciata sulla salute e sicurezza dei Vigili del Fuoco.

Esposizione chimica e assenza di protocolli

Nonostante le evidenze scientifiche, il Corpo Nazionale soffre di carenze strutturali gravissime:

  • Mancanza di protocolli di decontaminazione e procedure operative standard.
  • Assenza di zonizzazione nelle sedi di servizio (aree “sporche” separate da aree “pulite”).
  • Controlli sanitari insufficienti: il libretto sanitario e di rischio non è adeguato e pensionati abbandonati a sé stessi dopo la quiescenza.

Eppure i dati parlano chiaro: per un Vigile del Fuoco il rischio di ammalarsi di cancro è del 9% superiore rispetto alla media, con un tasso di mortalità più alto del 14%. Anche negli incendi boschivi, spesso sottovalutati, l’esposizione a prodotti agrochimici e sottoprodotti della combustione crea un mix tossico letale.

 

Il cuore sotto sforzo anche oltre i limiti di un atleta

Il “grande cuore” dei Vigili del Fuoco è messo a dura prova da calore, adrenalina e sforzi estremi. Il 45% dei decessi tra i Vigili del Fuoco è causato da patologie cardiocircolatorie (infarti, ictus ecc.).

  • Frequenza cardiaca: In intervento si raggiunge costantemente il 95% del limite massimo.
  • Sforzo metabolico: L’attività fisica di un atleta si attesta tra i 15 e i 18 MET (Metabolic Equivalent of Task) per un Vigile del Fuoco è 16 MET pur non essendo un atleta professionista, con conseguenze devastanti sul cuore (trombogenicità e lesioni asintomatiche).

Il cambiamento climatico aggrava il quadro. Il caldo estremo compromette la capacità di giudizio e la vigilanza. Eppure, mancano corsi sulla prevenzione dello stress termico e non esiste alcuna indennità per l’esposizione alle sostanze pericolosa e al calore.

 

L’emergenza invisibile: Stress e Burnout

I Vigili del Fuoco sono esposti a una doppia matrice di stress:

  • Operativo: Esposizione diretta a eventi traumatici, rischio vita e turni massacranti.
  • Organizzativo: Carenza di organico, mezzi inadeguati.

Oggi la valutazione dello stress lavoro-correlato è puramente formale e basata su strumenti non idonei. Molti Vigili del Fuoco tacciono il proprio disagio per timore di essere dichiarati “non idonei”. Per rompere questo tabù servono:

  • Un servizio psicologico autonomo: indipendente e finalizzato alla prevenzione precoce e non al giudizio di idoneità.
  • Protocolli obbligatori: debriefing entro 72 ore da eventi critici e monitoraggio automatico a 30, 60 e 90 giorni.
  • Formazione specifica: tecniche di coping e supporto alla pari (Peer Support).
  • Diritto alla de-escalation: dopo 5 anni in sedi ad alta intensità operativa, possibilità di assegnazione temporanea su richiesta a mansioni logistiche o formative senza perdite economiche.
  • Fondo per la Resilienza: Accesso a psicoterapie convenzionate per i familiari, poiché il burnout colpisce duramente anche le famiglie dei Vigili del Fuoco.

 

Proposte di riforma normativa

Riteniamo urgente un intervento legislativo su più fronti:

Riconoscimento automatico della “Causa di Servizio” per neoplasie e patologie cardiocircolatorie.

Estensione delle tutele: Garantire l’applicazione del DPR 1124/65 (Testo Unico infortuni e malattie professionali) per le prestazioni economiche, integrando o migliorando quanto già previsto dal DPR 461/2001 con possibilità di scelta del trattamento più favorevole.

L’istituzione di un registro elettronico delle esposizioni per tenere traccia di tutti gli interventi che abbiano potenzialmente potuto compromettere lo stato di salute.

Lo stanziamento di risorse straordinarie per la zonizzazione delle sedi di servizio al fine di prevenire o limitarne la contaminazione dagli interventi alle sedi di servizio alle abitazioni private.

L’adozione di protocolli che prevedano, su richiesta dell’interessato, periodi di de-escalation ogni cinque anni il personale impiegato in sedi ad alta intensità operativa può chiedere di essere temporaneamente assegnato ad altra mansione senza perdite economiche.

Lo stanziamento di apposite risorse per l’ampliamento degli accertamenti, quelli previsti all’interno del libretto sanitario e di rischio non sono sufficienti, inoltre  serve il monitoraggio e  la prevenzione del personale in pensione;

Lo stanziamento di apposite risorse nell’ambito del rinnovo contrattuale per l’istituzione di una indennità di esposizione.