Roma 7 aprile 2026 – La UIL FP Vigili del Fuoco ha reso noti oggi i risultati di un’analisi dettagliata condotta sulle interrogazioni parlamentari e le relative risposte riguardanti le criticità del Corpo Nazionale. Lo studio evidenzia uno scollamento sistematico tra i dati forniti e la realtà operativa vissuta quotidianamente sul territorio, denunciando un’architettura comunicativa volta a minimizzare il collasso delle sedi locali attraverso l’uso di medie statistiche nazionali.
Il report sottolinea come le risposte abbiano ormai perso la loro funzione di controllo democratico, trasformandosi in una procedura di rassicurazione standardizzata che ignora le specifiche sofferenze dei singoli comandi provinciali. Nonostante le segnalazioni di gravi carenze di organico, le risposte ufficiali continuano a citare piani di assunzione pluriennali senza indicare tempi certi di immissione in servizio nelle specifiche realtà né una distribuzione geografica capace di colmare i vuoti attuali.
Particolarmente allarmante è la gestione della sicurezza del personale. Il riconoscimento delle malattie professionali legate all’esposizione a rischi chimici e ambientali rimane un “tabù”, trattato con un approccio burocratico che privilegia l’osservanza formale delle norme rispetto alla verifica sostanziale dello stato di salute degli operatori.
“Non possiamo più accettare che la sicurezza dei cittadini e la salute dei Vigili del Fuoco vengano gestite come semplici astrazioni statistiche per occultare il collasso operativo. Fornire una risposta nazionale a un problema locale significa negare la realtà di chi opera in condizioni di emergenza strutturale.” dichiara Valentino Prezzemolo Segretario Generale UIL FP Vigili del Fuoco “Chiediamo trasparenza, indicatori di performance reali e tempi certi per organici e mezzi: la politica deve tornare a rispondere nel merito, non con formule di rito da parte della maggioranza e con una disarmante accettazione passiva da parte della minoranza, che finisce con il diventare correa di questo stato di abbandono.”
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