Longobardi, il rinvio dell’erogazione è una ingiustizia
(ANSA) – ROMA, 16 FEB – “Nel giudizio davanti alla #Cortecostituzionale sul pagamento del Tfs (il trattamento di fine
servizio) ai #dipendentipubblici, l’Inps sostiene che restituire le somme tutte insieme non sarebbe necessariamente la soluzione migliore. A supporto di questa posizione richiama studi secondo cui chi riceve importi rilevanti in un’unica soluzione potrebbe essere portato a scelte di spesa considerate “irrazionali”, e che la rateizzazione rappresenterebbe quindi una forma di tutela”.
Lo afferma Rita Longobardi, segretaria generale della Uil-Fpl
sottolineando che “questa impostazione è offensiva e apre una deriva inaccettabile. Qui – avverte – non si sta discutendo di educazione finanziaria, ma del diritto di un lavoratore a disporre liberamente del proprio salario. Il TFS è salario differito, maturato in anni di servizio. Non è una concessione
dello Stato. Spetta al #lavoratore decidere quando e come utilizzare i propri soldi.”
“Qui non c’è nessuna irrazionalità – prosegue – c’è chi aspetta somme proprie per curarsi, sostenere la famiglia, aiutare i figli, estinguere un mutuo o affrontare spese rinviate proprio a causa dei ritardi nei pagamenti. Se c’è qualcuno che deve spiegare e giustificare come vengono utilizzate le risorse, sono le istituzioni attraverso i bilanci pubblici e le scelte di spesa. Non può essere il lavoratore, che attende un diritto, a doversi difendere da valutazioni sulle proprie scelte personali.
Arrivare a giustificare un’ingiustizia che si protrae da anni mettendo in discussione la libertà di un lavoratore di usare il proprio salario significa oltrepassare un confine grave. Quando per difendere un meccanismo ingiusto si arriva a sindacare non solo il quando, ma persino il come un lavoratore dovrebbe disporre di ciò che ha già maturato, significa che si è superato un limite”, conclude. (ANSA).
16/02/2026 15:11
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