ROMA, 17 febbraio 2026 – La Segreteria Nazionale UIL FP Vigili del Fuoco ha inviato oggi un’istanza formale alla Presidenza del Consiglio e ai Ministri competenti per richiedere l’esclusione immediata del personale del Corpo Nazionale dall’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita. La mobilitazione del sindacato nasce a seguito del 26° Rapporto della Ragioneria Generale dello Stato, che prospetta un progressivo innalzamento dell’età di uscita dal mondo del lavoro, scenario ritenuto incompatibile con la natura usurante e i compiti istituzionali dei Vigili del Fuoco.
L’iniziativa, firmata dal Segretario Generale Valentino Prezzemolo, sottolinea come l’attuale sistema di calcolo ignori la specificità del ruolo già riconosciuta dalla legge 183/2010. Secondo la UIL FP VVF, l’applicazione di criteri pensati per la generalità indistinta dei lavoratori a una professione ad alto rischio comprometterebbe non solo i diritti dei lavoratori, già penalizzati da coefficienti di trasformazione sfavorevoli, ma anche l’efficienza operativa del soccorso pubblico.
“È fondamentale che il Governo riconosca la divergenza tra i calcoli tecnici della Ragioneria e la realtà operativa dei Vigili del Fuoco,” ha dichiarato Valentino Prezzemolo, Segretario Generale UIL FP Vigili del Fuoco. “Chiediamo tutele previdenziali ed economiche che rispettino la dignità di un lavoro usurante e rischioso: chi garantisce la sicurezza dei cittadini non può essere soggetto a automatismi che ne ignorano i sacrifici fisici e professionali; si tratta di un dovere morale e civile del Governo”.
Leggi la richiesta inviata al governo:
Domande Frequenti
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Perché rischiamo di andare in pensione più tardi? A causa delle proiezioni della Ragioneria dello Stato che collegano l’età pensionabile all’aumento della “speranza di vita”. Noi chiediamo che i VVF siano esclusi da questo meccanismo.
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Cosa chiede concretamente la UIL FP VVF? L’esclusione formale dagli aumenti di età e il pieno riconoscimento economico della natura usurante della nostra professione.
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La legge già ci tutela? Esiste la legge 183/2010 sulla nostra specificità, ma oggi non è applicata pienamente . Vogliamo che quel principio diventi realtà.