L’appello al Governo: “Inflazione al +24,9% sui beni alimentari. La specificità del Corpo richiede tutele reali per la salute e la sicurezza operativa”.
Roma, 29 gennaio 2026– Il potere d’acquisto dei Vigili del Fuoco è sotto scacco. Con una nota ufficiale indirizzata alla Presidenza del Consiglio e ai Ministeri competenti, viene sollevata l’urgenza di un adeguamento del valore nominale dei buoni pasto, fermi dal 2012 alla soglia di 7,00 euro.
Secondo le recenti rilevazioni ISTAT, nel quadriennio 2021-2025 i prezzi dei generi alimentari in Italia hanno registrato un’impennata del 24,9%. Un dato che, di fatto, rende l’attuale sussidio alimentare del tutto insufficiente a garantire un pasto dignitoso ai Vigili del Fuoco.
Non si tratta di una mera rivendicazione economica, ma di una necessità legata alla “salute operativa”. Occorre considerare il peculiare fabbisogno energetico, alimentare e idrosalino richiesto dai compiti di soccorso tecnico urgente. Un’alimentazione inadeguata, causata dall’erosione del potere d’acquisto, si riflette direttamente sulla capacità di risposta nelle emergenze e sulla sicurezza del lavoratore.
Coerentemente con l’ultima Legge di Bilancio, che ha innalzato a 10,00 euro la soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici, abbiamo chiesto al Governo di allineare il valore nominale dei buoni pasto per il Corpo Nazionale a tale cifra, utilizzando risorse extra-contrattuali.
“Garantire la dignità del pasto a chi rischia la vita ogni giorno non è un costo, ma un investimento sulla sicurezza dei cittadini”
Puoi leggere la nota inviata qui: sollecito adeguamento del valore dei buoni pasto _signed