Care delegate, cari delegati, amici e colleghi,
si è appena concluso il primo Congresso Nazionale della UIL FP Vigili del Fuoco, ma quello a cui abbiamo assistito non è stato solo un evento statutario. È stata una esplosione di energia, partecipazione e consapevolezza.
In questi giorni ho visto molto più che semplici lavori congressuali: ho visto la voglia di esserci, di lasciare un’impronta, la volontà di costruire insieme il domani della nostra organizzazione. Abbiamo dimostrato che la UIL è un organismo vivente che respira attraverso le vostre idee. C’è un dettaglio che mi ha colpito profondamente e che porterò con me: i vostri sorrisi.
In un mondo sindacale spesso percepito come austero o conflittuale, voi avete portato una ventata di freschezza. Avete affrontato temi complessi con una serenità disarmante. Riuscire a discutere del nostro futuro senza perdere l’equilibrio e il rispetto reciproco è l’innovazione più grande che potessimo mettere in campo.
Dobbiamo però essere onesti con noi stessi: per troppo tempo abbiamo vissuto in un contesto dove il dialogo e il pluralismo delle idee sembrava soffocato, dove il dibattito era un ricordo sbiadito. Ma i nostri valori non erano morti, ma custoditi nell’essenza più intima di questa nostra UIL. A voi va il merito di aver reso visibile l’anima autentica del nostro sindacato. Non torniamo a casa con un semplice verbale congressuale, ma con una missione, quella di fare in modo che la UIL continui ad essere quel posto dove ogni idea trovi cittadinanza, dove il dialogo tra base e vertice sia costante e fluido. Peccato che non abbia assistito a tutto ciò chi ha dimostrato di non credere nelle potenzialità di questo gruppo.
Il nostro viaggio è appena iniziato. Grazie per aver reso questo primo congresso un momento di bellezza e di speranza. Continuiamo a sorridere, a discutere e a crescere. Insieme.