CICLONE HARRY, UIL FP VIGILI DEL FUOCO: “È UN DOPOGUERRA CLIMATICO. LA SICILIA NON PUÒ REGGERSI SOLO SUL NOSTRO SPIRITO DI ABNEGAZIONE”

Il Segretario Generale Valentino Prezzemolo lancia l’allarme: “Il sistema di soccorso nelle isole maggiori va rifondato. Non possiamo affrontare l’emergenza climatica con mezzi e organici ridotti così.”

23 gennaio 2026 – Lo scenario che si è presentato agli occhi dei soccorritori e degli abitanti della costa orientale siciliana dopo il passaggio del Ciclone Harry non è quello di una semplice ondata di maltempo, ma quello di un vero e proprio “dopoguerra climatico”. A dichiararlo con forza è Valentino Prezzemolo, Segretario Generale del sindacato UIL FP Vigili del Fuoco, tracciando un bilancio drammatico dell’impatto del ciclone sulle infrastrutture della Sicilia.

Mentre il clima muta rapidamente e i fenomeni meteorologici estremi diventano sempre più frequenti, violenti e distruttivi, il sindacato denuncia un immobilismo istituzionale non più tollerabile.

Un ritardo strutturale che mette a rischio i lavoratori

“Continuiamo ad accumulare anni di ritardo nella gestione del rischio”, esordisce Prezzemolo. “Questo divario tra la realtà dei cambiamenti climatici e la risposta dello Stato rende ogni intervento dei Vigili del Fuoco non solo più complesso e difficoltoso, ma mina profondamente la creazione di condizioni di lavoro che tutelino la nostra salute e la nostra sicurezza. Non stiamo parlando di eventualità, ma di una quotidianità fatta di fango, detriti e rischi strutturali estremi”.

Il nodo dell’insularità: Sicilia e Sardegna non sono il “continente”

Il Segretario Generale punta il dito contro una gestione centralizzata che non tiene conto delle peculiarità geografiche del Paese. Per la UIL FP Vigili del Fuoco, il problema dell’insularità di Sicilia e Sardegna è stato finora colpevolmente ignorato dal vertice del Corpo Nazionale.

“Non si può continuare a organizzare un dispositivo di soccorso nelle isole maggiori seguendo gli stessi parametri del resto d’Italia”, incalza Prezzemolo. “La Sicilia e la Sardegna necessitano di un potenziamento straordinario di uomini e mezzi che permetta loro di essere il più possibile autonome. In caso di eventi catastrofici come il Ciclone Harry, il tempo è il nostro peggior nemico: non possiamo attendere rinforzi che devono attraversare il mare o essere aerotrasportati mentre le città sono sott’acqua”.

La richiesta: Investimenti, non eroismo

Le dichiarazioni della UIL FP Vigili del Fuoco si concludono con un appello perentorio alla politica: il soccorso tecnico urgente non può essere una variabile dipendente dal sacrificio individuale.

“Il soccorso tecnico urgente in Italia, e in Sicilia in particolare, non può continuare a reggersi esclusivamente sulla buona volontà e sullo straordinario spirito di abnegazione di noi Vigili del Fuoco.”

La UIL FP Vigili del Fuoco annuncia che monitorerà con attenzione i prossimi passi del Governo, pronta a intraprendere ogni iniziativa sindacale necessaria per garantire la sicurezza della popolazione siciliana e dei lavoratori che, con onore, rappresentano l’ultima linea di difesa del territorio.