Al Sottosegretario di Stato
On. Emanuele Prisco
Al Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e
della Difesa Civile
Pref. Attilio Visconti
Al Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
Ing. Eros Mannino
Al Capo Ufficio di Staff – Ufficio III Relazioni Sindacali
Viceprefetto Dott.ssa Floriana Labbate
Oggetto: Art. 42 bozza Disegno Legge di Bilancio 2026 – Invio considerazioni.
Egregi,
il Sig. Presidente della Repubblica, in un messaggio inviato alla Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, ha ribadito il Suo personale impegno rispetto al sentito tema della sicurezza sul lavoro.
Oltre ad auspicare l’impegno congiunto di istituzioni, imprese, lavoratori e parti sociali, la prima carica dello Stato ha dichiarato:
Un lavoro non è vero se non è anche sicuro!
Una affermazione netta, quella del Sig. Presidente della Repubblica, che trova la totale e incondizionata condivisione della UILPA VVF e che, ne siamo certi, raccoglie il totale apprezzamento delle SS.LL.
Tanto premesso, tuttavia, proprio in ragione del condivisibile principio di sicurezza che andrebbe garantito a tutti i lavoratori, non possiamo esimerci dall’esprimere stupore e contrarietà rispetto ai contenuti dell’Art. 42 concernente l’oggetto.
Come è noto, infatti, la professione del Vigile del fuoco è connotata da evidenti elementi di rischio che, a parere della scrivente, sono assolutamente inconciliabili con un ulteriore incremento di tre mesi dei requisiti di accesso al sistema pensionistico, così come previsto nella bozza di cui all’oggetto.
Una professione, quella del Vigile del fuoco che, oltre ad essere estremamente pericolosa e oltre a richiedere una evidente prestanza fisica, è resa più complessa a causa delle ataviche carenze di organico, nonché dagli effetti dei mutamenti climatici che rendono più frequenti e intensi i fenomeni atmosferici.
Considerate le peculiarità delle mansioni svolte dai nostri operatori, peraltro sancite dall’Art. 19 della Legge 183/2010, riteniamo sia opportuno svincolare l’età pensionistica dei Vigili del fuoco dal parametro della “speranza di vita”, così come dagli incrementi previsti dal citato Art. 42 della Bozza del Disegno di Legge di Bilancio.
Atteso quanto sopra evidenziato confidiamo che, durante l’iter parlamentare della Legge a margine indicata, le SS.LL. vogliano valutare una deroga a quanto previsto nella bozza in questione.
Valutata la tematica in argomento, infine, si ribadisce la necessità di una urgente modifica dei “coefficienti di trasformazione” del montante contributivo per il personale del CNVVF, in senso più favorevole di quelli generali, in ragione del particolare impegno psico-fisico richiesto a tale categoria di lavoratori nello svolgimento della propria prestazione lavorativa, non sostenibile per ovvie ragioni oltre l’attuale limite pensionistico ordinamentale. Tale modifica, oltre ad essere in totale sintonia con la richiamata legge sulla specificità del Corpo, consentirebbe al personale del CNVVF di poter maturare un assegno pensionistico adeguato alle esigenze di vita, nel rispetto dell’attuale limite pensionistico ordinamentale, senza soluzioni in danno dei lavoratori, come quella prevista nella bozza di riordino dell’Ordinamento del personale del CNVVF che prevede una ipotizzata elevazione del pensionamento a 65 anni di età per il personale della qualifica di vice ispettore.
A tale riguardo, riteniamo assolutamente ingiusto e inaccettabile che chi ha servito il Paese con dedizione, coraggio e professionalità, anche a rischio della propria vita, debba trasformarsi nel pensionato povero del futuro, non già per proprie responsabilità, ma in ragione di un sistema pensionistico penalizzante.
Dichiarandoci disponibili ad ogni ulteriore chiarimento, con l’occasione inviamo distinti saluti.
Il Segretario Generale
(PINTI)
2025.10.23 Art. 42 bozza Disegno Legge di Bilancio 2026 – Invio considerazioni_ (1)